• +39 3802653253
  • info@jadrel.it
Arte
Approdo nell’ombra

Approdo nell’ombra

Fari · Pensiero Amore come dono e condivisione

L’occasione per conoscere un amore che non sia incendio che divora, ma grembo che custodisce.

Approdo nell’ombra

Il coraggio di riconoscere il dolore e scegliere di non fuggire più.

Di Valter D’AngelilloData da definireTempo di lettura: circa 3 minuti
Avrei voluto che questo approdo non portasse il peso del sangue versato, né il rintocco sordo di un dolore che si trascina, come un'ancora, dietro ogni mio passo.

O forse, sopra ogni cosa, avrei voluto che le mie mani non fossero state l’incudine della sofferenza altrui; avrei voluto non aver mai inciso, nemmeno per un istante, il solco dell'amarezza nel cuore di chi ho incrociato.

Soprattutto nel cuore di chi ho amato.

È solo terrore.

Il terrore che l’abisso non finisca mai e quello, ancora più cieco, che la luce possa davvero trovarmi.

La verità è che temo il momento in cui dovrò congedarmi da quel me stesso che, un respiro alla volta, ha scavato questo labirinto di caligine in cui ho imparato a respirare.

Paura... eppure ora, nel silenzio, scopro che non mi resta più nemmeno quella.

Mi ritrovo qui, a cucire parole nel vuoto di una stanza che non risponde, dove l’eco è l’unico ospite fedele. Sono qui perché ho smarrito la mia traccia; perché, briciolo dopo briciolo, ho demolito l’architettura dei miei giorni.

Sono qui perché mi sono perso.

Eppure, da qualche parte oltre il sipario dei miei errori, sento che una vita mi attende.

Un’esistenza che vibra ancora, paziente, nell’ombra.

Ma verrà a cercarmi solo quando avrò la forza di non voltarmi, quando avrò il coraggio di restare fermo, invece di svanire.

Questa è l'ultima fessura da cui intravedere il vero.

L’occasione per conoscere un amore che non sia incendio che divora, ma grembo che custodisce.

È tempo di risalire. Di diventare un uomo intero, non più un riflesso che si frantuma, non un’ombra che consuma ciò che tocca per non sentirsi sola.

Non un predatore.

Quante cadute servono ancora per colmare il vuoto? Quanti volti dovrò attraversare prima di imparare a vederli?

Quanto fondo dovrò toccare per capire che questa fame non è desiderio... ma il lento, metodico tentativo di cancellarmi?

Devo guarire.
E quando accadrà, perché accadrà,
il mio passo non sarà più fuga,
e il mio petto non sarà più fame.

Per portare con te

Riconoscere le ferite lasciate negli altri può essere l’inizio di una trasformazione. Non basta desiderare un amore diverso: occorre imparare a non consumare ciò che si vorrebbe custodire.

Il coraggio, a volte, è restare e scegliere di cambiare.

Una carezzaNon ogni approdo è illuminato. Alcuni cominciano proprio nel momento in cui troviamo la forza di attraversare la nostra ombra.
Valter D’AngelilloJADRELFari · Pensiero
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *