La scrittura
Dal segreto dei sacerdoti alla voce dei popoli: l'arte del segno è la più grande impresa dell'immaginazione umana
— Ispirata a Voltaire
L'idea di servirsi dei segni per rappresentare e poter comunicare pensieri e parole, fu una delle più grandi imprese dell'immaginazione umana. Può darsi perfino che, l'invenzione della scrittura abbia agevolato più di qualunque altra idea, lo sviluppo sociale e culturale. Non è quindi strano che, chiunque non condivideva il segreto dell'arte dello scrivere, provasse in genere soggezione della parola scritta. Da principio, infatti, si ritenne certamente che essa avesse qualche potere magico; se ne servivano solo i saggi, i sacerdoti, al fine di preservare il sapere, ed anche il preservare delle leggi, che venivano tramandate per diffusione orale e visto se anche che, in origine non esisteva alcuna distinzione tra sacerdoti e governanti veri. Nelle società più antiche la conoscenza della scrittura, era molto più di un privilegio, era una funzione sociale, legata alla religione e all'arte di governare. Infatti la parola "scrittura" conserva tuttora il suo significato religioso anche nel citare la bibbia come Sacra Scrittura, libro del mondo cristiano, parola che si ricollega al termine scriba, un maestro della legge nella religione ebraica. Con le necessità del commercio, che si sviluppava sempre più, si cominciò a rompere questo esclusivismo e caratteristico delle società più antiche, tranne quella greca e quella romana, e dell'Europa durante il medio evo; anche il desiderio degli studiosi di avere un pubblico più vasto per la loro produzione letteraria man mano che l'erudizione sfociava nella letteratura, aiutò la diffusione dell'istruzione, alla quale contribuì anche lo sviluppo della stampa. Tuttavia solo oggi il saper leggere e scrivere è stato riconosciuto ovunque come un diritto di tutti.