Gli artefici del destino
Hywel Pritchard
Figlio di Owen Pritchard. La sua vita rappresenta il frutto più concreto del sacrificio compiuto dal padre.
Salvato da una morte che sembrava inevitabile, cresce con il peso di un'assenza che non comprenderà mai fino in fondo. Diventerà ingegnere minerario e dedicherà il proprio lavoro a rendere le miniere più sicure.
Senza saperlo, ogni sua conquista è una risposta all'ultimo gesto d'amore di suo padre.
Liam Raines
Ventiquattro anni. Uno dei giovani uomini condannati durante i processi contro i Molly Maguires.
Per la storia è soltanto un nome inciso in una lista di impiccati. Per sua sorella Mary resta invece una ferita che il tempo non riesce a chiudere.
La sua assenza attraversa l'intero romanzo come una presenza invisibile.
Thomas O'Donnell
Condannato e impiccato insieme ad altri uomini accusati di appartenere ai Molly Maguires.
La sua storia vive soprattutto attraverso ciò che avrebbe potuto essere: una famiglia, un figlio, una vita semplice strappata troppo presto.
Rappresenta tutte le esistenze cancellate dai grandi eventi della storia.
Eliza McGraw
Vedova americana, pratica e riservata. Vive ai margini delle tensioni che dividono la comunità irlandese.
Dopo aver perso il marito in miniera e un figlio a causa della scarlattina, ha imparato che il dolore non fa distinzioni.
La sua casa diventa rifugio e osservatorio discreto di eventi più grandi di lei.
Maeve Brennan
Vedova e memoria vivente di Eagle Hills.
Tra le sue mele, i suoi ricordi e i suoi silenzi sopravvive un'intera epoca. È una delle poche persone capaci di distinguere la verità dalle leggende nate attorno ai Molly Maguires.
Attraverso i suoi occhi il passato continua a parlare al presente.
Brigid O'Donnell
Figlia di Thomas O'Donnell.
Appartiene alla generazione che eredita il dolore senza averne vissuto direttamente le cause.
La sua esistenza ricorda che le conseguenze delle ingiustizie sopravvivono molto più a lungo dei loro protagonisti.
La comunità dei minatori
Accanto ai protagonisti si muove un coro di uomini e donne: minatori, vedove, sacerdoti, bambini, ferrovieri, sorveglianti e immigrati.
Molti conoscono soltanto frammenti della verità. Altri la intuiscono. Altri ancora scelgono consapevolmente di tacere.
Sono loro i veri custodi del segreto. Non per paura, ma per rispetto. Perché comprendono che esistono verità che appartengono più alla coscienza che ai tribunali.