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Vita e morte

Chi teme la morte non è mai vissuto; chi affronta il proprio destino con dignità e gratitudine scopre che non c'è buio capace di spegnere la vera felicità

Non si muore quando si scopre la propria fragilità, ma quando si smette di lottare. La mia prima vita si è spenta per lasciar spazio a una rinascita: più intensa, più vera, finalmente felice

Chi teme la morte non è mai vissuto. Questa è la frase che mi ripeto ogni giorno davanti ad uno specchio, la ripeto da quando ho ripreso in mano la mia vita dopo un periodo di chiusura mentale, per aver scoperto la mia disabilità la mia fragilità. Una disabilità che credevo che mi precludesse ogni singola azione della mia vita e che mi stava logorando lentamente, che mi stava portando via la salute, la forza, la speranza. Una disabilità che mi ha fatto capire il vero significato della vita. La vita non è che un tratto di congiunzione tra due eternità, non ricordo dove ho sentito questa frase, ma è stato in quel frangente, un lampo, dopo aver appreso della mia situazione visiva. Una diagnosi che non mi lasciava alternative, che mi ha messo di fronte alla mia fragilità, alla mia finitezza. Una diagnosi che mi ha fatto riflettere sul senso della mia esistenza. Da allora ho intrapreso un percorso, proprio quel percorso che mi condurre dove il destino mi vorrà, perché ho fatto ciò che il destino ha disegnato fin dall'inizio del mio tempo. Questa è la frase che mi accompagna durante questo mio viaggio, nel nuovo mondo che sto conoscendo piano piano. Un viaggio che ho deciso di intraprendere con serenità, che voglio e debbo fare, forse questo viaggio l'ho anche sognato. Un viaggio che mi sta facendo vivere, che mi st facendo amare, ma soprattutto che mi sta facendo crescere come persona. No! Non mi arrendo, ho preso la decisione di non chiudermi e di non piangermi addosso. Ho deciso di affrontare la mia disabilità con coraggio, con dignità, con serenità. Voglio godermi ogni momento, ogni esperienza, ogni emozione. Ho deciso di realizzare tutti i miei desideri, realizzare i miei progetti e fare volare tutti i miei sogni. Ho fatto un viaggio pindarico attorno al mondo, conoscendo tantissime persone meravigliose, ho scoperto cose di cui non ne conoscevo l'esistenza, facendo cose che non avevo mai fatto, ho visto coNon si muore quando si scopre la propria fragilità, ma quando si smette di lottare. La mia prima vita si è spenta per lasciar spazio a una rinascita: più intensa, più vera, finalmente felicese sotto altri punti di vista, ascoltando cose con attenzione al fine di aporendere cose che non sapevo e comprendere cose che non capivo. Ho amato cose che non amavo. Arrivato a questo punto della mia vita posso sicuramente dire che ho vissuto per davvero, come non avevo mai vissuto prima, con intensità, con passione, con gratitudine. Sto vivendo la nuova vita con me stesso e con gli altri, con il mondo. che mi circonda. Ho vissuto una doppia vita, la prima quando e morto il mio primo mondo, la seconda vita sono rinato prendendo coscienza del mio nuovo me. E ora, mentre scrivo questo post, sono disteso sul letto nella mia stanza, in una città che mi ha accolto. Sono solo, ma non più solo. Stanco, ma mai stanco. Sono pronto per tutto ciò che il destino mi metterà davanti, ma la cosa più importante e che sono felice davvero. Sono felice di aver vissuto la vecchia versione della mia vita, felice di vivere quella nuova. Sono felice di aver dato, di aver ricevuto, di aver condiviso. Sono felice di aver lasciato, di aver trovato, di aver seguito. E quando un giorno arriverà la mia ora, sarei felice di morire. Di morire senza paura, senza rimpianto, senza dolore. Di morire con la pace, con la gioia, con la luce. Sarò felice di andare dove il destino mi vorrà, verso un'altra eternità, in un'altra dimensione, in un altro universo. Di andare in un altro mondo, in un altro tempo, in un altro luogo. Di andare in un altro sogno, per ricominciare un altro viaggio, in un'altra vita.

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