Le crepe
Le ferite non sono soltanto segni di ciò che si è spezzato. Possono diventare la mappa di ciò che siamo riusciti a superare.
Copertina del romanzo
Non tutte le frontiere sono visibili. Alcune si aprono quando smettiamo di riconoscerci in ciò che siamo stati.
Due esistenze incrinate. Due tele speculari. Una figura enigmatica che sembra conoscere le domande prima ancora che vengano pronunciate.
Narrativa contemporanea · Realismo magico · Mistero
Parigi · Lione · Avignone · Valle della Loira
Parigi. Laurent è un architetto di successo, metodico e ossessionato dalla perfezione. Dietro il fascino e le relazioni senza futuro nasconde però un senso di incompiutezza che nessun progetto riesce a colmare.
Lione. Sophie è una restauratrice specializzata nell’arte del kintsugi. Vive sotto falso nome, protetta da una solitudine costruita per sfuggire alle molestie del suo ex compagno.
Nella stessa sera, entrambi incontrano M., una figura enigmatica dai capelli rosso amaranto, accompagnata da un libro vinaccia siglato con le iniziali dorate O.W.
Poco dopo, Laurent e Sophie si imbattono in due quadri speculari: lo stesso pergolato affacciato sul mare, lo stesso profumo di glicine e, dentro ogni tela, l’immagine dell’altro. Il giorno seguente, entrambe le opere sono diventate completamente bianche.
Unendo le proprie ricerche, i due intraprendono un viaggio attraverso Avignone e la Valle della Loira. Ma trovare l’identità di M. significa soprattutto attraversare le proprie crepe e scoprire chi attende davvero dall’altra parte del varco.
Una storia sulle crepe che nascondiamo, sulle identità costruite per sopravvivere e sul coraggio necessario per attraversare una soglia interiore.
Le ferite non sono soltanto segni di ciò che si è spezzato. Possono diventare la mappa di ciò che siamo riusciti a superare.
Laurent si nasconde dietro la perfezione; Sophie dietro un nome falso. Entrambi devono riconoscersi oltre le difese costruite nel tempo.
Cambiare significa abbandonare una parte di sé, anche quando quella parte è diventata una prigione rassicurante.
La frontiera più importante non divide due luoghi, ma ciò che siamo stati da ciò che potremmo finalmente diventare.
Laurent e Sophie imparano lentamente che affidarsi non significa perdere se stessi, ma smettere di affrontare ogni ferita in solitudine.
Quadri, specchi e ceramiche diventano soglie vive: opere che non rappresentano soltanto la realtà, ma la modificano.
Sophie restaura ceramiche attraverso il kintsugi, l’antica tecnica giapponese che ricompone i frammenti utilizzando lacca e polvere d’oro.
La rottura non viene nascosta. Le linee della frattura vengono evidenziate, trasformando l’oggetto ferito in qualcosa di unico e più prezioso.
Nel romanzo questa arte diventa una metafora delle esistenze di Laurent e Sophie: vite che non devono tornare come prima, ma imparare a mostrare con dignità ciò che le ha cambiate.
Una presenza magnetica dall’età indefinibile, vestita di scuro, con capelli rosso amaranto e un fiore sul bavero. Porta con sé un libro color vinaccia siglato O.W. e appare quando qualcuno è vicino a una profonda frattura interiore. Non offre risposte: indica il varco.
Architetto parigino brillante e carismatico, cerca la perfezione negli edifici e in se stesso. Le relazioni sentimentali senza futuro sono la sua difesa contro il timore di legarsi e di guardare la propria incompiutezza.
Restauratrice di Lione specializzata nel kintsugi, vive sotto il nome di F. Masako Sama per proteggersi dall’ex compagno. Sa restituire valore alle ceramiche spezzate, ma non ha ancora imparato a fare lo stesso con la propria vita.
Amico storico di Laurent, ironico, diretto e spesso scettico. Dietro le battute conserva una lealtà autentica e rimane accanto a Laurent anche quando il racconto del quadro sembra impossibile.
Amico riflessivo di Laurent, abituato ad analizzare mercati e persone con la stessa calma misurata. Ascolta prima di giudicare e rappresenta la voce più razionale del gruppo.
Le amiche di Sophie sono affettuose, protettive e determinate. La spingono a non subire più le molestie di Fred e diventano il cerchio umano che le ricorda di non essere sola.
Parrucchiere e osservatore discreto, accoglie Sophie e le sue amiche nel proprio salone. Con la sua leggerezza contribuisce a rendere quel luogo un rifugio quotidiano.
L’ex compagno di Sophie continua a perseguitarla attraverso telefonate e pressioni. È l’ombra del passato che lei deve finalmente affrontare per tornare padrona del proprio nome.
Custode della memoria dell’Abbazia di Fontevraud, accompagna Laurent e Sophie tra documenti, simboli e stanze dimenticate. Il suo sapere collega il mistero di M. al cammino interiore dei protagonisti.
Ogni personaggio custodisce una diversa forma di crepa: chi la nasconde, chi la teme, chi la trasforma in una soglia e chi aiuta gli altri a riconoscerla.
La figura sembrò inclinarsi appena. Laurent pensò a un effetto ottico, a una costruzione visiva. Ne aveva viste molte. Ma la luce non era cambiata e lui non si era neppure mosso.
La figura si mosse ancora.
Lentamente.
La donna continuò a voltarsi fino a rivelarsi completamente. Il volto emerse dalla penombra. La pelle chiara sembrava emanare una luce propria; le labbra appena socchiuse davano l’impressione che fosse possibile percepirne il respiro.
E gli occhi.
Lo raggiunsero prima ancora che lui riuscisse a vederli davvero. Profondi. Vivi. Luminosi. Non lo stavano osservando: lo stavano accogliendo.
Laurent si stropicciò gli occhi, ma non cambiò nulla. Non era un’illusione. Oppure, se lo era, appariva più reale di qualunque cosa avesse mai visto.
Poi udì una voce. Lenta, calma, appena sussurrata.
«Ti stavo aspettando.»
Laurent si guardò attorno.
Nessuno.
Silenzio.
Poi la voce tornò:
«Laurent, ti stavo aspettando.»
Tutto comincia con due iniziali in foglia d’oro: O.W.
Appaiono sul libro di M., accompagnano le tele impossibili e conducono Laurent e Sophie lungo una traccia che attraversa gallerie, biblioteche, documenti dimenticati e antiche celle monastiche.
M. sembra trovarsi in luoghi diversi nello stesso momento. Conosce il nome di chi incontra, comprende le ferite che non vengono pronunciate e appare quando una persona è quasi pronta a oltrepassare la propria frontiera.
Ma il vero enigma non consiste soltanto nello scoprire chi sia M. La domanda più profonda è capire perché abbia scelto proprio loro.
Tra il Marais, il Jardin du Luxembourg e una misteriosa galleria d’arte, Laurent incontra M. ed entra per la prima volta nel quadro.
Nella quiete della Presqu’île, Sophie restaura ceramiche spezzate mentre cerca di difendersi da un passato che continua a raggiungerla.
Le ricerche sulle tele e sulle iniziali O.W. conducono Laurent e Sophie nella stessa biblioteca. Le loro strade finalmente si incrociano.
A bordo dell’auto di Laurent, i due iniziano ad abbattere le distanze e a raccontarsi senza le consuete difese.
Fra Anselmo li accompagna nei luoghi in cui il misterioso artista avrebbe vissuto e poi sarebbe scomparso senza lasciare traccia.
La ricerca di M. si trasforma nella scoperta di ciò che Laurent e Sophie devono ancora trovare dentro se stessi.
Segui Laurent e Sophie tra quadri viventi, città francesi, ferite ricomposte con l’oro e una presenza che sembra aspettarli da sempre.
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