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Tecnica

La sicurezza economica non nasce dalla resistenza al nuovo, ma dal coraggio collettivo di adattarsi alle trasformazioni.

Il progresso non risiede nel proteggere le posizioni acquisite, ma nella capacità di una comunità di accogliere il mutamento per la sicurezza di tutti

Coloro che dispongono di tecniche molto elementari sono in grado di produrre appena quanto basta per i loro bisogni quotidiani e hanno poche vie d'uscita. Per elevare il proprio tenore di vita la gente deve essere preparata a commerciare, il che implica produrre non piû per sopperire ai propri bisogni ma per avere materia di scambio; occorre cioè che i singoli si specializzino. Tutto ciò porta, naturalmente, a modifiche nella struttura sociale di una società organizzata su piccola scala, tanto più che, non aumentando mai la ricchezza in modo uniforme in tutti i settori dell'economia, il tenore di vita di una parte della popolazione può rimanere baso, mentre quello di un'altra si eleva. Coloro che si trovano già in una buona situazione si oppongono perciò, in genere, ai cambiamenti. Essi hanno infatti la tendenza a credere che, se solo si potessero stabilizzare le condizioni esistenti, la loro posizione ne risulterebbe salvaguardata. Ma di regola gli sforzi intesi a trattenere i cambiamenti limitano lo sviluppo della produzione, e in conseguenza ritardano il benessere generale. Come cercherò di spiegare in poche parole in questo post. Nelle società su vasta scala le avanzate tecniche produttive, non significano necessariamente, sicurezza economica per tutti. Lo sviluppo economico deve essere la sicurezza per un maggior numero di persone che dipendono largamente dalla prontezza con cui tutti accettano i mutamenti economici.

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